Darth Rem.

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Venne il giorno in cui l’Impero colpì ancora. E colpì attraverso la devastante forza di un manipolo di eletti, riflessi e celati dall’acronimo OMA e dal suo placido e rassicurante opposto: AMO.

Ma non amavano. Desideravano possedere. Avevano letto delle meraviglie della terra, avevano ardentemente desiderato di possedere quel pianeta. Dovevano realizzare il sogno di dominio interplanetario del loro ancestrale padre. Darth Vader li comandava dalle recondite profondità del futuro, e un solo indomito e coraggioso capo li guidava. Si chiamava Rem, Rem Vader. Koolhaas per gli amici, prima che li uccidesse tutti e banchettasse coi loro cuori.

Fu un giorno fausto per alcuni e infausto per la Terra quando prese forma: la Morte Nera.

OMA.

PS: il fatto che nella scheda relativa al progetto non si alluda neanche velatamente alla Death Star (tradotta in italiano, appunto, come Morte Nera) di Guerre Stellari è scandaloso. Koolhaas, sempre attento e debitore nei confronti della cultura popolare, omette di indicare quella che non è nemmeno una lontana parentela, giacché il RAK Convention Center è assolutamente identico alla palla mortale della saga interstellare.

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