Dove sei finita fantascienza?

Leggendo un vecchio Urania trovato da un robivecchi sono incappato in un’appendice scritta da Asimov che fra le altra cose diceva: “E’ compito dello scrittore di fantascienza […] fare previsione. La fantascienza svolge la sua principale funzione non nel predire meccanismi che siano grandi o piccoli, ma nel prevedere le conseguenze sociali. In questo, la fantascienza può essere una sferza per l’umanità”. Io mi chiedo dov’è andata a finire questa fantascienza?

L’ultima mia incursione in libreria si è conclusa con la restituzione del libro al libraio, il ritorno dei soldi nel mio portafoglio e l’amaro in bocca. Stavo quasi per uscire dalla libreria perchè avevo appena pagato un romanzo di fantascienza che mi sembrava promettente: un buon titolo, una buona recensione, e una terza di copertina accattivante; quando vedo scritto in piccolo autore de … e un nome dannatamente identico a quello del romanzo che avevo in mano. Niente che facesse pensare ad una saga, a parte questa piccola scritta, c’era nella copertina, niente in seconda o in terza di copertina, assolutamente nulla nelle prime pagine del libro.

I casi erano due: o l’autore era terribilmente ripetitivo nella scelta dei titoli o mi trovavo per le mani uno dei molti volumi di una saga senza esserne stato minimamente avvisato, come infatti ho scoperto guardando fra le pubblicità dei libri proposti dall’editore, e questo mi ha terribilmente irritato anche perché con quella sarebbe stata la terza saga che mi vedevo costretto a leggere senza che mi fosse data possibilità di scelta. Mi sono visto, mio malgrado, obbligato a restituire il libro perché gli editori hanno deciso di fare i furbetti.

Ma a parte questi trucchetti da venditori da strapazzo utilizzati da qualche editore per costringerti a comprare tre o quattro libri invece che uno soltanto come vorresti, mi chiedo perché molti scrittori ultimamente si sentono obbligati a scrivere saghe cosmiche infinite sondando i meccanismi della realtà virtuale, delle nano tecnologie, e dei viaggi spaziotemporali ma con pochissima di quella previsione auspicata da Asimov.

Possibile che per fare un buon film gli sceneggiatori siano costretti a saccheggiare Dick il cui ultimo romanzo risale a 25 anni fa?
E’ forse scomparsa la capacità di fare queste predizioni, o forse, come ritengo, crediamo di vivere il Futuro?
Mi sembra che ci sia la sensazione che i viaggi nello spazio siano dietro l’angolo e l’androide che sogna pecore elettriche solo questione di qualche upgrade.

Beh: se questo è il Futuro, o il suo inizio, a me non piace per nulla.

Ma io credo che non ci siamo ancora molto allontanati dallo stupore per il fuoco appena inventato, e che non abbiamo percorso molta strada dall’adorazione del tuono.

Vorrei ancora un po’ di quella magica predizione perché credo che l’umanità abbia decisamente bisogno di essere sferzata.