Fenomenologia del designer cool.

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Oggi sono andato in bagno – il mio bagno – e c’ho trovato seduto Fabio Novembre.
Scusa, pensavo fosse libero…” gli faccio. Chiudo la porta, ma poi la riapro e gli dico: “Ma scusa: questo è il mio bagno. Che ci fai tu qui?Sono un padre, sono innamorato, e così dovrebbe essere per tutti” mi risponde lui. “Guarda, puoi essere chi ti pare ma a me scappa, il cesso è mio, quindi datti una mossa“.
Ultimamente Fabio Novembre me lo trovo ovunque: su Vanity Fair, su Io Donna, sul Corriere, su Abitare, su GQ, su Interni, su Elle Decor. Ha una sua personale da promuovere, bisogna capirlo. Apro la home page del Corriere e c’è una sua intervista. Parla della personale. Ho capito: ho capito che a 41 anni sei arrivato, ma adesso frena. Alla Rotonda della Besana, a Milano (dove c’è la personale, del caso foste stati in coma negli ultimi due mesi e non lo sapeste ancora) ci andai a vadere una mostra di Magnum, secoli fa. Magnum, e ho detto tutto. Alla Rotonda della Besana ci fanno mostre importanti, del caso non l’aveste capito. Questo pezzo si sta trasformando in una lettera amichevole a Novembre, del tipo “C’hai 41 anni e già ti fanno la personale. Programmi per il futuro? Sconfiggere la fame nel mondo?“. Dai, veramente: non è che corri un po’ troppo? Ma sono invidioso, diciamolo.
Fabio Novembre è tutto ciò che io non sono, e normalmente non mi invidio: mi basterei, mi annoierei.
Fabio Novembre c’ha un fisico asciutto e tonico. Io devo spaccarmi di piscina per combattere la mia personale battaglia contro la pinguedine.
Fabio Novembre c’ha una Porsche gialla con scritto “Carrera” sulla fiancata, io una monovolume per caricare armi e bagagli.
Fabio Novembre è cool, c’ha il vestito giusto. E’ sempre adeguato. Io molto meno. Non che sia a disagio, ma insomma: in confronto a lui posso dare l’impressione di non essere certo di avere il vestito giusto, la scarpa giusta.
La cosa straordinaria di Novembre è questo suo essere perfettamente allineato ai tempi che corrono: il mercato chiede archistar e designstar e lui lo è. Lo è perchè fisicamente ha la statura e l’aura per esserlo: il taglio di capelli giusto, la posa giusta, la facciatosta per dire cose modeste come “Sono un padre, sono innamorato” ed essere quasi convincente. E’ il tipo giusto che piace a chi produce informazione fastfood, miti che si consolidano in poco tempo. Novembre arriva prima delle sue opere: è quasi più famoso lui degli oggetti che ha disegnato, ed è geniale in questo: è il prodotto meglio riuscito della sua matita. Nelle riviste appaiono più sue foto che foto di sue opere. Ti parla del parchetto dove porta a giocare la figlia e pure questa oziosa parentesi da pensionato nella sua – immagino – affollatissima giornata diventa credibile. Portare il cane a pisciare sta per diventare fico, segnatevelo (anche perché si conoscono un sacco di ragazze).
Ci vuole una certa predisposizione per essere FN: devi esserci nato. Insomma: una Porsche 911 gialla non riuscirei mai a guidarla con una faccia vagamente convincente. Non riuscirei a non far la figura di quello che l’ha appena rubata.
Non mi farei fotografare ignudo o mezzo ignudo (per carità – vostra). Non avrei quella particolare capacità persuasiva che hanno poche persone: che ti fan sembrare la loro vita desiderabile. Belle macchine, belle donne, figlie con nomi originali ma non imbarazzanti, incarichi importanti, amicizie giuste. Una vita interessante da vivere: niente riunioni dei genitori, assemblee di condominio, file in posta, clienti massacranti, questue. Anzi: in coda in posta conoscete il vostro prossimo cliente, miliardario, ovviamente. Una vita piena di opportunità interessanti, che voi sapete cogliere.
Un mondo in cui tutto gira e tutto ti sorride. Ma tu riesci ad avere comunque uno sguardo vagamente malinconico: forse cerchi solo di sembrare più profondo di quello che sei, Fabio. Forse, in fondo in fondo, temi che se ti dimostrassi pure non dico felice, ma soddisfatto, riusciresti meno sopportabile. L’invidia tracimerebbe e si trasformerebbe in qualcos’altro. Perdersti la tua leggerezza: saresti quasi offensivo: una vita che procede perentoria verso la personale al Moma, o al Design Museum.
C’hai la personale alla Rotonda della Besana.

Ho capito.