Se la risposta alla domanda di cui al titolo è affermativa, state certi che cercherò in ogni modo di fregarvi, e di farne di foto. Eccome.
L’ho chiesto nel negozio Armani sulla Quinta strada a New York, qualche settimana fa, e il gentile energumeno della security ha confermato che no, non potevo fare foto. Così, assicuratomi che nessuno mi vedeva, ho fatto delle foto.
Il negozio è quello – nuovissimo – di Armani. Disegnato da Fuksas, boutique archistar da cui ultimamente Re Giorgio si serve. Niente da dire sulla soluzione architettonica che si articola su diversi livelli serviti da una scala avviluppante, conturbante e scultorea. Funziona, e Fuksas sa il fatto suo (non dubitavo).
Ciò che lascia esterefatti – a maggior ragione trattandosi di luogo in cui si vende e si celebra al contempo la Qualità e la sapienza costruttiva della mano umana – è l’esecuzione atroce della suddetta scala. Che non è una scala così, messa in un angolo: è il fulcro del progetto, è il suo pezzo forte. Ed è eseguita in maniera sbalorditiva, e purtroppo non nel senso elogiativo.
Forse i tempi stringevano, forse sotto questi plumbei cieli della crisi non usa più contestare un lavoro mal fatto, ma, fossi stato Armani, avrei fatto un giro in cantiere, avrei visto quella porcheria che m’avevan fatto ed avrei elegantemente sentenziato “Bella. Adesso però la demolite e la rifate tutta.”






