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	<title>MF+TDC &#187; Martino Pietropoli</title>
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		<title>The Cité de l’Océan et du Surf Museum by Steven Holl Architects.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:36:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stevenholl.com/project-detail.php?id=63&amp;award=true" target="_blank"><img class="topcolumn" title="the-cite-de-l-ocean-et-du-surf-00" src="http://www.thedesigncouncil.eu/wp-content/uploads/2011/12/the-cite-de-l-ocean-et-du-surf-00.jpeg" alt="" width="440" height="413" /></a></p>
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		<title>Shitty Music Earphones.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 10:41:29 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="topcolumn wp-image-1457" title="Shitty_earphones_03" src="http://www.thedesigncouncil.eu/wp-content/uploads/2011/09/Shitty_earphones_03-620x620.jpg" alt="" width="440" height="440" /></p>
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		<title>Venerdì 17.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 09:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[01 Politica]]></category>
		<category><![CDATA[10 Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa è la cronistoria &#8211; per chi ha la pazienza di leggerla &#8211; di quel giorno, forse due, in cui divenni famoso per aver imbarazzato Silvio Berlusconi usando le sue stesse parole. Tutto accadde fra il 16 e il 19 dicembre 2010. 16 dicembre Il pomeriggio di quel giovedì lessi un tweet di un mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="topcolumn" title="image" src="http://www.thedesigncouncil.eu/wp-content/uploads/2010/12/image.jpeg" alt="image" width="440" height="320" /></p>
<p>Questa è la cronistoria &#8211; per chi ha la pazienza di leggerla &#8211; di quel giorno, forse due, in cui divenni famoso per aver imbarazzato Silvio Berlusconi usando le sue stesse parole.<br />
Tutto accadde fra il 16 e il 19 dicembre 2010.</p>
<p><strong>16 dicembre<br />
</strong>Il pomeriggio di quel giovedì lessi un tweet di un mio contatto che<br />
suggeriva di inviare tweet al Parlamento Europeo perché questi sarebbero apparsi su di un videowall. Si trattava di un esperimento per mettere in contatto i cittadini europei con i loro governanti. Era sufficiente inserire nel testo l&#8217;hashtag #EUCO e non era previsto alcun tipo di moderazione. Pensai fosse l&#8217;occasione giusta per mettere in atto una civile protesta: plateale, ma non offensiva, anche per evitare qualsiasi strascico legale. Purtroppo per lui, il nostro primo ministro è fin troppo munifico di dichiarazioni imbarazzanti. Pensai di non dire quel che penso di lui, ma di farlo dire a lui stesso, attraverso le sue parole.<br />
Cercai in Google &#8220;<a href="http://www.bookrags.com/quotes/Silvio_Berlusconi">Quotes Berlusconi</a>&#8221; e in un attimo, copiando e incollando, aggiunsi l&#8217;hashtag #EUCO. Pubblicai anche cose che mi facevano davvero ridere, tipo quella che lui, essendo un primo ministro, è nell&#8217;impossibilità di mentire. E poi quelle più odiose. Cercai quelle che potevano essere capite anche all&#8217;estero, e le pubblicai in inglese. Firmavo semplicemente &#8220;Mr Berlusconi&#8221;, ma il mio nome c&#8217;era, assieme alla mia faccia. Stavo solo citando Berlusconi, non lo stavo offendendo o ingiuriando. Intanto altri miei contatti su Twitter mi informarono che i miei tweet non apparivano. Qualcosa non andava, forse un filtro, forse stavano escludendo i tweet che contenevano il nome &#8221;Berlusconi&#8221;. Pensai fosse solo un ritardo tecnico, perché eravamo in migliaia contemporaneamente a pubblicare. Provai a scrivere il suo come come &#8220;BER****ONI&#8221;, in modo da aggirare il filtro e la cosa sembrava funzionare. Finalmente apparvero. Mi informarono poi che in sala stampa a Bruxelles c&#8217;era scompiglio e che lo schermo era stato spento dopo che era apparso il mio tweet su Berlusconi apologo di Mussolini. Non pensai a censure o altro. Pensai solo che il risultato era stato raggiunto: era talmente imbarazzante quello che tutti avevan letto che si era preferito abortire l&#8217;esperimento.  Fino a venerdì 17 non ci pensai più.</p>
<p><strong>17 dicembre<br />
</strong>Qualcuno mi disse di leggere <a href="http://euobserver.com/843/31532">un bollettino politico </a>della Comunità Europea in cui si parlava di quanto accaduto. Parlava delle offese più gratuite e pesanti (&#8220;pedofilo&#8221;, &#8220;mafioso&#8221;) e della decisione di interrompere l&#8217;esperimento dopo che qualcuno aveva iniziato a riportare citazioni dello stesso Berlusconi. Io non vengo menzionato, ma mi riconosco perfettamente. Rido e penso ad altro. Nel pomeriggio, verso le 15.30, altri contatti iniziarono massicciamente a segnalarmi che dell&#8217;accaduto parlava pure il <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/dec/17/tweet-wall-eu-berlusconi-insults?INTCMP=SRCH" target="_blank">Guardian Online</a>. Lessi e per la prima volta venivo citato, account twitter, nome e cognome e professione: &#8220;Italian designer&#8221;, mi definivano. Capii che la cosa iniziava a farsi più grande di quanto prevedessi, ma ero impegnato. Cercai di controllare l&#8217;evolversi della cosa: ormai la notizia che ero sul Guardian esplode, letteralmente. La retweettano a decine. Inizio a sentire una certa pressione. Vidi, controllando Twitter, un susseguirsi di decine e decine di mention. Decine di persone che si complimentavano. Un solo tweet però attirò la mia attenzione: era di una ragazza che non conoscevo, diceva solo &#8220;<em>L&#8217;Ansa ti sta cercando</em>&#8220;. Risposi &#8220;<em>Ahahhahaha</em>&#8220;. Dopo qualche minuto controllai nuovamente e questa mi riscrisse &#8220;<em>Non è uno scherzo: come possono mettersi in contatto con te?</em>&#8220;. Risposi che non potevo, che mi sarei reso reperibile al più presto. Chiamai dopo poco  il giornalista, un tale Esposito, dell&#8217;Ansa. Il tono fu molto colloquiale e disteso. Gli spiegai come si erano svolti i fatti. Mi chiese solo se avessi per caso ricevuto pressioni per smettere di scrivere, se qualcuno mi aveva contattato. Niente del genere, gli dissi, non pensavo affatto di essere stato censurato. Gli dissi solo &#8220;<em>Non mi pare di aver fatto niente di illegale, ho solo citato Berlusconi</em>&#8221; e lui mi rassicurò, dicendomi però paternamente &#8220;<em>Sai, ricordargli proprio quello che han detto </em><em>loro stessi, è questo che li fa arrabbiare</em>&#8220;.  Su twitter la cosa era ormai fuori controllo: ricevevo decine di messaggi, tutti &#8211; e ripeto tutti &#8211; di stima e appoggio incondizionati. Di persone che conoscevo, ma anche di sconosciuti. Viene lanciato l&#8217;hashtag #mpietropoli per farmi entrare nei trend topics, ossia negli argomenti più discussi di twitter della giornata. Il tono di tutti è scherzoso, goliardico, spesso di semplice incoraggiamento. Alcuni si chiedono chi è &#8220;mpietropoli&#8221;, altri glielo spiegano, altri si accodano. Alle 20 di venerdì 17 dicembre ero il secondo argomento più dibattuto su twitter in Italia. Dopo cena ero sull&#8217;edizione online del <a href="http://gazzettino.it/articolo.php?id=131178&amp;sez=NORDEST&amp;ctc=80&amp;ordine=desc" target="_blank">Gazzettino</a>, ormai individuato come un architetto di Rovigo, con nome e cognome. Poco dopo ero sul <a href="http://thelede.blogs.nytimes.com/2010/12/17/anti-berlusconi-tweets-fill-summit-screens/?scp=1&amp;sq=pietropoli&amp;st=cse" target="_blank">New York Times</a>. Ero sbalordito e attonito, l&#8217;ansia ormai chiaramente percepibile. Da sconosciuto, nel giro di poche ore apparivo sul Guardian e sul New York Times. Lessi fino alle 3 del mattino qualcosa come 4-500 tweets di supporto e partecipazione. Ne contai 2-3 di critica, ma una critica civile e condivisibile. Ero commosso, ma anche abbastanza in ansia. Trovai pure una pagina dedicata a me su <a href="http://www.facebook.com/pages/Io-sto-con-mpietropoli/185931288087081" target="_blank">Facebook</a>, intitolata &#8221;Io sto con mpietropoli&#8221; o qualcosa del genere. Lasciai un messaggio sulla loro bacheca, dicendo che non ne ero l&#8217;autore, ma che ringraziavo del supporto. La cosa iniziava però a infastidirmi: c&#8217;era anche chi usava la mia identitá pubblica per aprire pagine su Facebook anche se, per carità, per testimoniare stima e affetto. Andai a letto, dormii pochissimo.</p>
<p><strong>Sabato 18<br />
</strong>La rete si risvegliò e riiniziò a girare la giostra: ora in edicola c&#8217;erano anche i giornali cartacei e chi non usa internet lesse e mi chiamò. Iniziavano a diffondersi gli articoli che mi riguardavano. Scrissi poco o niente su Twitter: ringraziai solo chi mi aveva sostenuto, ma chiesi loro cortesemente di contenersi. Non amo affatto essere celebrato e non ero abituato a quella improvvisa notorietà.  Per tutta la giornata andò così: amici che mi chiamavano o mi scrivevano e mi manifestavano solidarietà, altri che incontrai per strada e mi sorridevano. Per l&#8217;intera giornata sperai solo che tutto finisse presto. Avevo sonno arretrato e non mi piaceva essere al centro dell&#8217;attenzione. Pensavo alle possibili ripercussioni della vicenda, specie sulla professione. Qualche giornalista mi cercò, ma non aveva il mio cellulare e sull&#8217;elenco non ci sono. Ai famigliari dissi di dire che avevo già detto tutto quello che avevo da dire.  Verso sera mi riappopriai lentamente della normalità.</p>
<p>Da sabato in poi le acque si calmarono.</p>
<p>Credo di aver operato come ho operato perché, pur non considerandero la democrazia il miglior sistema di governo che l&#8217;uomo abbia saputo darsi, la reputo pur sempre il meno peggiore. Quindi ho ben chiaro che essa contempla il dissenso, e credo che questo, quando sia esercitato civilmente (ed intelligentemente, aggiungo immodestamente parlando di me) non è mai di nocumento ad alcuno, se non al Potere più sordo e corrotto, che ha a cuore la propria conservazione e non il Bene Comune. Riflettevo sul mio stato d&#8217;animo ed ho concluso che esso era sì giustificato dall&#8217;improvvisa sovraesposizione mediatica, ma anche, soprattutto, dal clima in cui viviamo.</p>
<p>È un clima sociale, politico e culturale che non censura esplicitamente il dissenso, ma in forme più subdole lo rende inopportuno, impraticabile. È un modello culturale che sovrappone e fa coincidere la figura sociale a quella politica, tanto che non si è più nella possibilità, specie nelle libere professioni, di avere opinioni politiche esplicite senza che queste minino e oscurino la libertà e capacità di giudizio in altri ambiti. La politica, che nel &#8217;92 pareva in fortissima e irreversibile crisi, è risorta più forte e infida che mai. Permea ogni strato e informa ogni giudizio. È, in parole povere, opprimente. Se, mi ripetevo, le cose non stessero così, che timore dovrei mai avere che questa mia azione possa sortire altro effetto che non quello di una semplice protesta politica?  Cosa avevo da temere?  L&#8217;argomento più usato dai (pochi) detrattori è stato che era scorretto e dannoso infangare la figura del primo ministro all&#8217;estero. A questa obiezione posso rispondere in due modi: uno più irresponsabile, ed è che si trattava di Bruxelles, ma poteva essere Milano o Siracusa. Non conta si fosse all&#8217;estero, ma conta che quel giovedì vidi un&#8217;opportunità e la colsi. Sinceramente non pensai alla magnitudo dell&#8217;eco che avrebbe provocato la protesta. Forse pensavo che una protesta è sempre lecita se condotta lecitamente, e che fosse dove capitava, non importava. L&#8217;altro modo di rispondere è invece che non mi sento di certo in difetto o responsabile o colpevole se imbarazzo un premier all&#8217;estero, perché per farlo utilizzo le sue stesse parole. Lui imbarazza l&#8217;Italia in primo luogo, noi siamo imbarazzati dalla sua incapacità di avere un comportamento decoroso, e lo dimostrano le stesse allucinanti dichiarazioni che è capace di partorire. L&#8217;ho imbarazzato con lo stesso imbarazzo che lui stesso ha provocato.</p>
<p>Questo argomento, infine, mi pare quello di coloro che, durante ogni guerra, vengono definiti antipatriottici se si oppongono alle scelte del loro governo, come se il governo coincidesse con la nazione, come se fosse un buon governo quello che dimentica che amministra la res publica sia su mandato di chi lo sostiene, ma anche a nome di chi non lo sostiene.</p>
<p>Più passano i giorni e meno mi pento di quello che ho fatto, ammesso che l&#8217;abbia mai fatto. So di aver avuto ragione, so che il gesto è stato interpretato come una protesta intelligente e dannosa solo per chi, in primo luogo, ha messo alla berlina l&#8217;onore italiano all&#8217;estero.  Io posso poco, ma ho dimostrato di poter far qualcosa di piccolo, ma significativo attraverso un computer, con un po&#8217; di memoria, e con un gesto che qualcuno ha definito &#8211; e lo ringrazio infinitamente per questo &#8211; &#8220;D&#8217;Annunziano&#8221;. Un proclama, un grido, una dimostrazione, un gesto forse inutile, ma motivato dal disinteresse personale e dall&#8217;amore che ho per questo nostro Paese. Sentimenti che, credo fermamente, sono totalmente sconosciuti a quell&#8217;uomo che ci governa. O almeno fa finta di fare, fra una gaffe e l&#8217;altra, fra una bassezza e l&#8217;altra.</p>
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		<title>Minimalist Product Packaging.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 18:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[via laughingsquid.com Strabello. Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
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<div class="posterous_bookmarklet_entry"> <a href='http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/CDzzegnBHClrcEEjtlwpwmeidJqrHuEaowhGymArkxCGceJjnpayiboyckeD/media_httplaughingsqu_rFtkI.jpg.scaled1000.jpg'><img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/CDzzegnBHClrcEEjtlwpwmeidJqrHuEaowhGymArkxCGceJjnpayiboyckeD/media_httplaughingsqu_rFtkI.jpg.scaled500.jpg" width="440" height="334"/></a>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://laughingsquid.com/minimalist-product-packaging/">laughingsquid.com</a></div>
<p>Strabello.</p>
</div>
<p style="font-size: 10px;">  <a href="http://posterous.com">Posted via email</a>   from <a href="http://mftdc.posterous.com/minimalist-product-packaging">MF+TDC&#8217;s posterous</a>  </p>
</p></div>
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		<title>Giudizio non richiesto del 20 dicembre 2010: EDIFICIO DE OFICINAS D123, di AIA Salazar Navarro, Dominique Perrault Architecture.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 15:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[via europaconcorsi.com Ammazza che robe scontate e banali che s&#8217;è ridotto a fare Perrault. Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="posterous_autopost">
<div class="posterous_bookmarklet_entry"><a href="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/iehfoHJuajjAGffqyaDxbsIHnhtoDipzAHbyyvefCADwvHzuDIfHGDysHlFj/media_https3amazonaws_aEyEv.jpg.scaled1000.jpg"><img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/iehfoHJuajjAGffqyaDxbsIHnhtoDipzAHbyyvefCADwvHzuDIfHGDysHlFj/media_https3amazonaws_aEyEv.jpg.scaled500.jpg" alt="" width="440" height="370" /></a></p>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://europaconcorsi.com/projects/150794-EDIFICIO-DE-OFICINAS-D123/images/2254258/slideshow">europaconcorsi.com</a></div>
<p>Ammazza che robe scontate e banali che s&#8217;è ridotto a fare Perrault.</p></div>
<p style="font-size: 10px;"><a href="http://posterous.com">Posted via email</a> from <a href="http://mftdc.posterous.com/giudizio-non-richiesto-del-20-dicembre-2010-e">MF+TDC&#8217;s posterous</a></p>
</div>
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		<title>Architettura della fatica.</title>
		<link>http://www.thedesigncouncil.eu/2010/12/06/architettura-della-fatica/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 14:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[04 Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[via europaconcorsi.com Odile Decq, Benoit Cornette, MACRO &#8211; Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Roma Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="posterous_autopost">
<div class="posterous_bookmarklet_entry"><a href="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/GBAwgkxIByfjldHhthGhegkxzCsIgxgzDClJJwnjycHEeghBEtnHIvktCBCB/media_https3amazonaws_AAIcn.jpg.scaled1000.jpg"><img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/GBAwgkxIByfjldHhthGhegkxzCsIgxgzDClJJwnjycHEeghBEtnHIvktCBCB/media_https3amazonaws_AAIcn.jpg.scaled500.jpg" alt="" width="440" height="336" /></a></p>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://europaconcorsi.com/projects/150152-MACRO-Museo-d-Arte-Contemporanea-di-Roma/images/2243055/slideshow">europaconcorsi.com</a></div>
<p>Odile Decq, Benoit Cornette, MACRO &#8211; Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Roma</p></div>
<p style="font-size: 10px;"><a href="http://posterous.com">Posted via email</a> from <a href="http://mftdc.posterous.com/architettura-della-fatica">MF+TDC&#8217;s posterous</a></p>
</div>
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		<title>The meaning of Evolution is a kick in the ass: Take That Progress album cover.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 16:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[06 Design]]></category>
		<category><![CDATA[09 Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thedesigncouncil.eu/2010/11/29/the-meaning-of-evolution-is-a-kick-in-the-ass-take-that-progress-album-cover/</guid>
		<description><![CDATA[via metro.co.uk You start from apes, then evolve, and eventually kick your neighbour in the ass. Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry"> <img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/kHijjsGleyCDzgdGwaljbGuhhIwaoypwCbFGxxjgEshIzdeFtcbzeaErtpoE/media_httpimgmetrocou_IGnDx.jpg.scaled500.jpg" width="440" height="401"/>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.metro.co.uk/music/844422-take-that-show-musical-evolution-by-stripping-off-for-ape-like-album-cover">metro.co.uk</a></div>
<p>You start from apes, then evolve, and eventually kick your neighbour in the ass.</p>
</div>
<p style="font-size: 10px;">  <a href="http://posterous.com">Posted via email</a>   from <a href="http://mftdc.posterous.com/the-meaning-of-evolution-is-a-kick-in-the-ass">MF+TDC&#8217;s posterous</a>  </p>
</p></div>
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		<item>
		<title>Tilde this to me.</title>
		<link>http://www.thedesigncouncil.eu/2010/11/26/tilde-this-to-me/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 16:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[06 Design]]></category>

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		<description><![CDATA[via underconsideration.com L&#8217;idea per localizzare la versione spagnola della CNN è geniale, la realizzazione la fa assomigliare un po&#8217; ad una marca di caffè. Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry"> <a href='http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/BEnBCwswtAkhajzmtiIxwsCnyDkxjbftCoCyuhsEtnwxplyHnDmdvAzGhxfv/media_httpwwwundercon_rJCsE.gif.scaled1000.gif'><img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/BEnBCwswtAkhajzmtiIxwsCnyDkxjbftCoCyuhsEtnwxplyHnDmdvAzGhxfv/media_httpwwwundercon_rJCsE.gif.scaled500.gif" width="440" height="345"/></a>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.underconsideration.com/brandnew/archives/tilde_in_the_news.php">underconsideration.com</a></div>
<p>L&#8217;idea per localizzare la versione spagnola della CNN è geniale, la realizzazione la fa assomigliare un po&#8217; ad una marca di caffè.</p>
</div>
<p style="font-size: 10px;">  <a href="http://posterous.com">Posted via email</a>   from <a href="http://mftdc.posterous.com/tilde-this-to-me">MF+TDC&#8217;s posterous</a>  </p>
</p></div>
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		<title>Non sono certissimo del CX, ma un bambino la disegnerebbe proprio così: Full Circle bike.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 15:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[06 Design]]></category>
		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[bike]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo]]></category>
		<category><![CDATA[corea]]></category>

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		<description><![CDATA[via minimalissimo.com Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry"> <img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/mtHoqlqxrvoCFHHygHvvvBGmtfAhsAdwtJbplqGAizBbbosicxdvqthFhclk/media_httpminimalissi_cdeBD.png.scaled500.png" width="440" height="466"/>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://minimalissimo.com/page/2/">minimalissimo.com</a></div>
</p>
</div>
<p style="font-size: 10px;">  <a href="http://posterous.com">Posted via email</a>   from <a href="http://mftdc.posterous.com/non-sono-certissimo-del-cx-ma-un-bambino-la-d">MF+TDC&#8217;s posterous</a>  </p>
</p></div>
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		<title>Hai presente la spazzola per togliere i pelucchi? Ecco: Chengdu Contemporary Art Centre by Zaha Hadid.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 14:19:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[04 Architettura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thedesigncouncil.eu/2010/11/15/hai-presente-la-spazzola-per-togliere-i-pelucchi-ecco-chengdu-contemporary-art-centre-by-zaha-hadid/</guid>
		<description><![CDATA[via dezeen.com Posted via email from MF+TDC&#8217;s posterous]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>
<div class="posterous_bookmarklet_entry"> <img src="http://posterous.com/getfile/files.posterous.com/mftdc/zdnEsottnaBexuAxuqrFpcamEozihtwBvopulEJBFDGkukAgwEjjqphyDDhx/media_httpstaticdezee_seyIJ.jpg.scaled500.jpg" width="440" height="468"/>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.dezeen.com/2010/11/15/chengdu-contemporary-art-centre-by-zaha-hadid-architects/">dezeen.com</a></div>
</p>
</div>
<p style="font-size: 10px;">  <a href="http://posterous.com">Posted via email</a>   from <a href="http://mftdc.posterous.com/hai-presente-la-spazzola-per-togliere-i-peluc">MF+TDC&#8217;s posterous</a>  </p>
</p></div>
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