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	<title>MF+TDC &#187; pdf</title>
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	<description>This is Metafluxus+The Design Council.</description>
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		<title>Il bordo, la cornice, la fine: perché gli ebook hanno ancora molta strada da fare.</title>
		<link>http://www.thedesigncouncil.eu/2009/08/28/il-bordo-la-cornice-la-fine-perche-gli-ebook-hanno-ancora-molta-strada-da-fare/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 23:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino Pietropoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[02 Economia]]></category>
		<category><![CDATA[06 Design]]></category>
		<category><![CDATA[08 Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[e-ink]]></category>
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		<category><![CDATA[libro elettronico]]></category>
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		<description><![CDATA[La buona notizia è che su un ebook reader si riesce a leggere un libro. La cattiva è che non dovrebbero farli progettare a degli ingegneri, e invece si ostinano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-699" title="kindle-right_hand_at_angle-copia1" src="http://www.thedesigncouncil.eu/wp-content/uploads/2009/08/kindle-right_hand_at_angle-copia1.jpg" alt="kindle-right_hand_at_angle-copia1" width="800" height="525" />La buona notizia è che su un ebook reader si riesce a leggere un libro. La cattiva è che non dovrebbero farli progettare a degli ingegneri, e invece si ostinano.</p>
<p>E&#8217; come se, superato (egregiamente) il problema tecnico dell&#8217;inchiostro elettronico, fossero tutti usciti a brindare, affidandosi al design svogliato e &#8220;a button-a function&#8221; degli ingegneri.</p>
<p>Così, leggendo il primo ebook che mi capitava su questo nuovo aggeggio, mi sono ritrovato a far scivolare lo sguardo sempre più ostinatamente sulla cornice piuttosto che sulla pagina. Perché l&#8217;aspetto sorprendente di un ebook reader è (e non è poco) che la pagina stampata elettronicamente trasmette la medesima sensazione di quella di carta: stessa (quasi) definizione, stesse (quasi) dimensioni, analogo contrasto. Se la leggi al sole poi, il vantaggio rispetto ad uno schermo retroilluminato è abissale: perché questo è illeggibile tanta più luce ambiente lo colpisce, mentre l&#8217;ebook reader ne ha solo un vantaggio. Il problema è che l&#8217;esperienza della lettura ha una dimensione temporale: non è semplicemente cartesiana, come dire. Non bastano una larghezza, una lunghezza e una profondità: c&#8217;è anche il tempo, che è quello durante il quale tieni in mano un libro, e lo sfogli, semplicemente. Ancora una volta, i vantaggi degli ebook sono notevoli: puoi leggerci un tomo di centinaia di pagine (adesso sto leggendo le 670 pagine di Moby Dick) e lui continua a pesare qualche centinaio di grammi. Ma certi vantaggi sono ormai sempre più scontati: il fatto di portarsi appresso 500 libri nei medesimi 150-200 grammi è una cosa che stupisce i gonzi, ma alla quale chi ha una anche modesta confidenza con i dispositivi digitali non fa neanche più caso. Non credo sia questa l&#8217;esperienza che i libri digitali dovrebbero permettere: questo è il punto di partenza, ed è anche una buona notizia, perché significa che, tecnologicamente almeno, i margini di miglioramento sono notevolissimi.</p>
<p>L&#8217;esperienza, si diceva: un&#8217;osservazione banale è che la pagina stampata è composta dal corpo del testo e dai margini che la incorniciano nei limiti fisici del foglio. Ci son regole tipografiche precisissime e inviolabili al riguardo: una buona edizione si misura anche dalla generosità (e non dalle sperpero, ben s&#8217;intenda) dei suoi margini: perché lì il lettore puoi annotare, chiosare, lasciare un appunto. Che magari rileggerà fra qualche anno, o che qualcun&#8217;altro leggerà. Son gli stessi margini che i tascabili &#8211; meritevoli di una benvenuta democratizzazione della lettura &#8211; hanno però massacrato: in termini economici, il margine è uno spreco, è carta in più che serve a stampare un altro tascabile (i tascabili non han margini, o quasi).</p>
<p>I margini di un libro sono insomma la cornice d&#8217;un quadro, o il limite discreto  tral&#8217;immaginazione (la pagina, il racconto) e la realtà (l&#8217;ambiente in cui leggiamo). Gli ebook reader hanno dei margini progettati da degli ingegneri un po&#8217; frettolosi, e un ingegnere risolve problemi ed è più interessato al fatto che il problema sia risolto e non a <em>come</em> è risolto. Se c&#8217;è da introdurre una funzione in un dispositivo elettronico, la sua traduzione fisica sarà un tasto: una funzione per un tasto, un tasto per ogni funzione, verrebbe da dire.<br />
Ecco: la desolante cornice che inquadra la pagina elettronica è spesso martoriata di tasti di diverse fogge (l&#8217;assunto si complica sempre più: un tasto per ogni funzione, e un tasto diverso per ogni diversa funzione) che sono sempre odiosamente presenti alla vista e alla fine distraggono. Non li si vorrebbe vedere perché l&#8217;occhio e la mente, mentre leggono, mantengono due fuochi distinti: uno sul testo, e uno intorno. E intorno trovano intoppi visivi, cornici mal progettate, il disvelamento dell&#8217;inganno: non è un libro vero quello su cui sto leggendo, ma una sua emulazione.<br />
Il fatto è insomma che l&#8217;ebook ha delle potenzialità che sono state solo in parte esplorate (esattamente, si badi, come quelle che aveva l&#8217;iPhone anni fa &#8211; nemmeno Apple, ci giurerei, si era resa conto di cosa avesse inventato): ad di là dell&#8217;ovvio (la notevole capacità di immagazzinare dati &#8211; che tende all&#8217;infinito con il massimizzarsi delle capacità di storage delle memorie, l&#8217;integrazione con le reti, la possibilità di prendere appunti ecc.), l&#8217;ebook latita ancora pesantemente rispetto all&#8217;esperienza che dovrebbe fornire più istintivamente: quella di permettere di leggere un libro.</p>
<p>Per molti versi è la realizzazione &#8211; ancora teorica&#8230;molto teorica &#8211; di un metalibro: un libro che ne contiene altri, e contiene le note del lettore, che diventano un libro parallelo e diverso. Tutto ciò è adesso già possibile, ma all&#8217;interno di una cornice che non è per niente sexy, per tornare ad <a href="http://www.thedesigncouncil.eu/2008/02/02/perche-liliad-non-e-sexy/" target="_blank">un mio cruccio passato</a>.</p>
<p>Per questo motivo, e per concludere, ho preparato i compiti per casa per i nostri amici ingegneri, cui in fondo io voglio bene.</p>
<p>COSTRUISCI L&#8217;EBOOK PERFETTO.<br />
Il tuo compito è risolvere tecnicamente il seguente problema. Bada che quella fornita di seguito è <strong>la soluzione: </strong>tuo compito è studiare come arrivarci, non ottenerla.</p>
<p>- Dimensioni: 140x220x10 mm (sono le dimensioni, spessore a parte, di un Adelphi, uno standard indiscutibile)<br />
- Lo schermo deve occupare il 95% del pannello frontale<br />
- La cornice che lo contiene deve avere uno spessore massimo di 5 mm ed essere complanare con lo schermo stesso<br />
- E&#8217; ammesso l&#8217;utilizzo di un solo tasto meccanico, ed è quello con scritto sopra ON/OFF, ma non è necessario che lo specifichi, si capirà<br />
- Lo schermo è sensibile al tatto<br />
- Ogni menu contestuale appare a schermo, e su sollecitazione del lettore (prenditi un iPhone e studiatelo: l&#8217;interfaccia non deve essere onnipresente, soprattutto quando è fisica; basta che appaia quando serve)<br />
- Per sfogliare le pagine basta toccare il margine destro (per procedere), e il sinistro (per tornare indietro)<br />
- Il menu principale è attivato toccando il bordo inferiore del foglio</p>
<p>So che ce la puoi fare, amico ingegnere.<br />
Ricorda un semplice assunto, anzi: stampatelo bello in grande e inchiodalo al muro di fronte a te: stai progettando una pagina magica, non un libro. Non pensare alla profondità: pensa in bidimensionale.<br />
Hai già inventato una tecnologia straordinaria: l&#8217;e-ink, l&#8217;inchiostro elettronico. Ma è un po&#8217; come avere inventato la ruota e non aver ancora capito che sarebbe più utile se la attaccassi ad un carro assieme alla sua gemella. Non hai in mano una soluzione, ma solo un modo per arrivarci.</p>
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